L’intuizione alla base della creazione dell’Archivio Storico del Lavoro “Sergio Parenzan” di Monfalcone risiede nella profonda consapevolezza del valore della memoria per la comprensione del presente e la costruzione di un futuro più consapevole. I fondatori, Sergio Parenzan e Renato Papais, mossi da una passione per la storia che li ha accompagnati fin dalla giovane età, hanno intuito l’importanza di preservare i documenti e le testimonianze del movimento dei lavoratori nella provincia di Gorizia.
Fin dall’inizio del loro impegno sindacale, Parenzan e Papais hanno iniziato a raccogliere e conservare materiale di ogni genere: accordi, documenti, fotografie, manifesti, volantini. L’idea era quella di creare un luogo dove la memoria del lavoro potesse essere conservata e tramandata, non solo per celebrare il passato, ma per offrire uno strumento di analisi e di riflessione sulle trasformazioni del mondo del lavoro e del sindacato.
L’intuizione dei fondatori, inizialmente relegata a uno scantinato della sede della CGIL di Monfalcone, ha preso forma grazie alla dedizione e alla lungimiranza di Lucio Torri, che con il suo lavoro di classificazione e digitalizzazione ha reso l’archivio accessibile e fruibile.
Con la scomparsa di Lucio Torri, lo scorso primo settembre 2025, la CGIL di Gorizia saluta una persona che è stata fondamentale per il lavoro di catalogazione dei materiali dell’Archivio del Lavoro “Parenzan”.
Quando Renato Papais davanti alla mole di documenti raccolti nel corso degli anni comprende che è necessario trovare un modo per agevolarne la consultazione, chiama Lucio che, grazie anche all’esperienza accumulata nel suo lavoro prima della pensione, intuisce che la soluzione migliore è quella di scansionare i materiali e, grazie ad un sistema elaborato da autodidatta, renderli reperibili attraverso un programma di ricerca costantemente aggiornato. Da allora decine e decine di ricercatori lo hanno usato con soddisfazione.
La dedizione all’Archivio di Lucio è stata importante e, la sua presenza costante, una certezza per tutta l’organizzazione, anche in alcuni momenti difficili che ha dovuto affrontare.
Quando Lucio ha lasciato l’archivio un anno fa, lo ha fatto con la consapevolezza che la scelta della CGIL isontina, di trasferire i documenti in una sede più adeguata e aggiornare i motori di ricerca, avrebbe contribuito a migliorare il “Parenzan”: un impegno indispensabile per valorizzare il lavoro e la passione delle donne e degli uomini che hanno sempre creduto nell’importanza di preservare la “memoria”.

L’archivio “Sergio Parenzan” è oggi un esempio concreto di come la memoria del lavoro, spesso trascurata o dispersa, possa diventare una risorsa preziosa per la comunità, un luogo dove scoprire le proprie radici, comprendere il presente e immaginare un futuro più consapevole e solidale.
L’intuizione dei fondatori, alimentata dalla passione e dalla consapevolezza del valore della memoria, ci ricorda che la storia del lavoro è parte integrante della storia di tutti noi e che preservarla è un dovere per le generazioni presenti e future.


